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Ridurre i costi dei lanci e sfidare il predominio di SpaceX. Con questo obiettivo Blue Origin, la società spaziale fondata da Jeff Bezos ha centrato il riutilizzo di un propulsore del suo razzo New Glenn. Dopo il lancio, il booster è atterrato con successo, completando il primo rientro riuscito di un propulsore già utilizzato in precedenza. Blue Origin ha annunciato il successo della missione con un post su X: "Booster atterrato!". Un test importante nella corsa al mercato spaziale, con cui l'azienda ha cercato di recuperare terreno rispetto alla concorrente, che da anni riutilizza i propri booster. Alto circa 100 metri, il New Glenn è decollato da Cape Canaveral con a bordo un satellite per telecomunicazioni della società Ast SpaceMobile. Dopo il decollo, le due fasi del razzo si sono separate in quota: il secondo stadio ha proseguito verso l'orbita con il satellite, mentre il primo stadio ha effettuato il rientro e l'atterraggio su una chiatta. Il risultato del test è stato seguito con attenzione, dato il ruolo strategico del New Glenn nelle ambizioni spaziali di Bezos. L'obiettivo di Blue Origin è anche quello di competere con SpaceX nel programma lunare Artemis della Nasa, nell'ambito del quale entrambe le aziende stanno sviluppando moduli di allunaggio. Gli Stati Uniti puntano a riportare astronauti sulla Luna entro il 2028, anche in chiave di competizione con la Cina.
Lancio da Cape Canaveral con satellite a bordo
Per questo nuovo test il booster è stato ricondizionato: sono stati sostituiti tutti i motori e introdotte alcune modifiche tecniche. Il vettore ha già completato con successo due voli nel 2025. Blue Origin era già riuscita, a novembre e al secondo tentativo, a far atterrare il propulsore del New Glenn su una chiatta nell'Atlantico. Un precedente tentativo di recupero, nel gennaio 2025, non era riuscito per il mancato riavvio dei motori durante la discesa.
Per Blue Origin test decisivo anche in ottica Luna
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